Penso che le donne angolane siano dotate di poteri magici. Non che sappiano rendersi invisibili o spostare le cose senza toccarle, ma sono capaci di preparare un pranzo o una cena in modi a me incomprensibili. In ogni incontro in Angola, dopo ogni messa, in ogni gita, in ogni riunione, non può mancare qualcosa da mangiare. Mi è stato offerto cibo caldo nei posti più incredibili: in cima ad una montagna, dopo ore di camminata, in mezzo ad una radura a molti chilometri da qualunque centro abitato, su strade di campagna. Improvvisamente, appaiono pentole e contenitori colorati, bacinelle, coltelli, piatti, bicchieri, tovaglie; viene raccolta la legna e indossati i grembiuli. In men che non si dica si sprigionano odori di carne arrostita, della locale polenta di mais, di verdure soffritte. Penso alle nostre cucine piene di attrezzature e di gadget, dove senza elettricità sarebbe impensabile fare qualsiasi cosa, e l’acqua corrente viene utilizzata in abbondanza e senza pensarci.
Wednesday, 6 January 2010
Cibo
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