La polizia in Angola mi ha già fermata per i motivi più svariati ed “interessanti”: una foto al mercato che in quanto luogo pubblico non si può fotografare; un semaforo rosso sapientemente nascosto dietro ad un albero; il semplice fatto di essere bianca ed a passeggio a piedi in città. Una volta a causa di un libretto scaduto ho passato tre ore alla stazione di polizia prima che un prete amico venisse a “riscattarmi”.
La scena più divertente è però successa l’altro ieri, nel viaggio da Ganda a Benguela. Assieme alla mia collega Elena della Fondazione AIB siamo partite da Ganda con la jeep alla volta di Benguela. Poco prima di Cubal la polizia stava fermando tutte le macchine per dei controlli. Il poliziotto che ci ha fermate per fortuna era di buon umore e non ha insistito molto nel tentare di ottenere una “gazzosa” (la “mancia” locale). Ha però pensato di testare la macchina. Quindi si e’ piazzato di fronte al cofano ed a gesti mi ha chiesto di accendere prima la freccia sinistra, poi quella destra; poi i fari ed infine i tergicristalli.
Dopo una decina di minuti siamo potute ripartire e dopo esserci guardate siamo scoppiate a ridere a causa della più strana “operazione stop” mai vista!
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