Mio papà mi chiede sempre come sia una mia giornata “tipo” in Angola. Diciamo che nel paese degli imprevisti è più difficile di quanto sembri rispondere a questa domanda. E’ comunque possibile fare un tentativo. A Ganda ci si sveglia abbastanza presto e questo vale anche per me che sono nota invece per far fatica a riprendere coscienza prima delle 8 di mattina. L’alba è tra le 5.30 e le 6.00 durante tutto l’anno e quando il sole inizia a filtrare per le finestre è naturale alzarsi per iniziare la giornata. Ci vuole un caffè, preparato sul fornello a gas in cucina, assieme ad una tazza di latte (in polvere, purtroppo). Avere a disposizione solo due bacinelle e dell’acqua fredda, rende la “procedura bagno” più lunga rispetto alla media europea. Tra le 7 e le 8 (l’orario “flessibile” è sicuramente un’invenzione angolana) arrivano tia Luciana e sua figlia Tetè. Tia Luciana è cuoca dai “tempi del colono” e prepara il pranzo. Non può mancare la zuppa, seguita da piatti locali che variano a seconda della stagione e la disponibilità di cibi al mercato. Tetè invece si occupa di fare le pulizie, la spesa al mercato e di trasportare l’acqua. Mentre le due donne armeggiano in casa, di solito faccio accendere il nostro piccolo generatore per poter lavorare al computer un paio di orette: controllo la posta elettronica, preparo relazioni sull’andamento dei lavori, leggo qualche notizia “del mondo”. Capita spesso che il lavoro venga interrotto da qualcuno che batte alla porta: Alfredo mi porta le sue ultime fatture, David mi informa di un problema alla scuola del PISI, Nely passa semplicemente per salutare, la vicina di casa mi lascia la sua figlioletta di 2 anni per qualche ora per andare a lavorare, alcuni bambini della scuola passano per vedere se “mana Sandra” ha dei biscotti…
Ad un certo punto il profumo proveniente dalla cucina annuncia che è già ora di pranzo. Pranzo dunque assieme a tia Luciana, Tetè e Antonio o Miguel (le guardie della casa), nonché di solito qualche visita annunciata oppure no. Nel pomeriggio faccio un giro alla scuola per vedere come procedono i lavori, ascoltare le lamentele del direttore ed escogitare qualche idea su come trovare altro materiale scolastico, riparare i banchi dei ragazzi, incentivare gli insegnanti. Da lì mi dirigo alla farmacia del PISI per trovare ancora l’infermiera Luzia, prima che la farmacia chiuda, per fare il resoconto della giornata ed ascoltare le sue difficoltà sia sul lavoro che in casa. Ne approfitto poi per fare una piccola passeggiata prima che tramonti il sole. Quando inizia a scendere la sera vado casa per accendere nuovamente generatore e pc, lavorare ancora un po’ su resoconti e programmazione dei lavori, chiacchierare con amici e parenti in Europa, scrivere qualche storia per il blog. Preparo poi la cena improvvisando qualche piatto italiano con gli ingredienti a disposizione e la condivido con la guardia di turno. Infine la lettura di un libro ed un’altra giornata a Ganda volge al termine.
Tutto questo ovviamente quando: il generatore funziona, l’acqua nel pozzo c’e’, tia Luciana non ha mal di schiena, Tetè non è raffreddata e non capita qualcuna delle mille emergenze che possono sorprendere anche nelle giornate apparentemente più calme e rilassate!
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