Monday, 29 June 2009

Comunicazione


Anche se è un cliché, viviamo nell’era della comunicazione e già è difficile ricordare come erano i tempi prima di internet e dei telefoni cellulari. Per assurdo, questo vale anche per Ganda. Non abbiamo elettricità costantemente, né acqua corrente, però quasi in ogni casa ormai c’è almeno un telefono cellulare. Un telefono prodotto in Cina si compra per l’equivalente di 20 euro, rendendolo abbordabile per quasi tutti. I costi delle telefonate sono ancora proibitivi, tanto che ormai chi chiede la “mancia” la chiede in forma di “saldo” (cioè credito per il telefono). Ricordo, per contrasto, la prima volta che arrivai in Angola, quando chi chiedeva la “mancia”, chiedeva una “gazoza” (nient’altro che una bevanda gasata)!
La copertura di rete è tutt’altro che eccezionale e mi è già successo di passare giorni accendendo il cellulare ogni paio d’ore per verificare se la rete fosse “tornata”.
Quello della rete è anche il perfetto argomento di conversazione per gli incontri casuali; un po’ come parlare del tempo: “visto, ancora una volta senza rete! È proprio un problema. Pensare che dovevo assolutamente chiamare tal dei tali a Benguela per metterci d’accordo sul nostro prossimo incontro”. È anche la scusa perfetta per rendersi irreperibili: “sai, ero in un’area senza copertura…”

Ci sono poi i posti come Tchikuma, in cui la rete mobile ancora non è arrivata, perché il prossimo ripetitore è troppo lontano. È però conoscenza comune che a circa 15 km dalla sede municipale esiste un punto in cui i telefoni cellulari “prendono”. Basta fermarsi vicino a quel tronco di albero, salire su quella pietra ed alzare il braccio con il telefono finché appare il segnale. E nessuno rimane stupito vedendo l’altro in quel preciso punto in quella posizione ridicola, ma anzi ci si mette in fila per aspettare il proprio turno per chiamare il familiare che sta in ospedale con un bambino malato, o il fidanzatino lontano, o la mamma andata in città per vendere i fagioli raccolti la settimana prima, o il capo in attesa di aggiornamenti, o il fornitore per negoziare l’arrivo del prossimo camion di mercanzie da vendere nel negozietto locale.

Monday, 15 June 2009

Visti


Dalle difficoltà legate all’ottenimento di un visto sia per entrare che per rimanere nel paese si capisce quanto l’Angola sia un paese ambito dagli stranieri (secondo stime non ufficiali, solo l’anno scorso sono stati emessi 200.000 visti di lavoro a cittadini portoghesi, la comunità d’immigrazione più significativa).
Per ottenere un visto di entrata nel paese è necessaria una trafila lunghissima, le cui regole non sono mai del tutto chiare a nessuno. Inoltre è necessaria una buona dose di pazienza e di programmazione anticipata, dato che l’emissione del visto può richiedere svariate settimane.
Ottenere invece un visto di lavoro della durata di un anno è una battaglia quasi epica contro lungaggini burocratiche, impiegati super-indaffarati, pile di carte e documenti ed ore ed ore passate in anticamere di uffici nella speranza di essere finalmente ricevuti ed ottenere il sospirato timbro ufficiale. La soddisfazione della “vittoria” è pari soltanto alla stanchezza di giornate passate in nervosa attesa.

Sunday, 14 June 2009

Capelli


Mi dicono che ho capelli di bambola e capita spesso che qualcuno mi chieda di toccarli. Le bambine vi passano le manine sghignazzando, le ragazze provano a farmi qualche treccia per rinunciare subito ridendo.

Io invece sono affascinata dai riccioli neri e fittissimi e soprattutto dall’incredibile varietà di acconciature che osservo sulle teste delle ragazze (e anche dei ragazzi più “modaioli”).

Il commercio dei capelli è prospero ed è possibile acquistare una ciocca di capelli finti in varie tinte per 5 euro oppure spenderne svariate centinaia per capelli umani, provenienti per lo più dal Sud asiatico. Per trovare il tipo di capello più di moda (al momento spopola un riccio morbido chiamato “capello brasiliano”) le ragazze sono disposte a viaggiare anche fino a Luanda.

Il vizio femminile dei capelli perfetti è proprio un vizio universale!