Friday, 15 May 2009

Viaggi


Raggiungere certi luoghi in Angola non è mai facile né scontato. E così ogni viaggio, ogni piccolo spostamento si trasforma in avventura, in imprevedibile catena di eventi che (forse) si concluderà con un arrivo.

I viaggi qui modificano i concetti di tempo e spazio che abbiamo nella nostra mente. Prendiamo, ad esempio, il viaggio da Ganda alla missione di Kapusso (dove la Fondazione “Aiutare i Bambini” sta costruendo un centro medico che servirà una popolazione di circa 40.000 persone): poco più di 60 km. Durata del viaggio? Beh, dipende… E’ marzo? La stagione delle piogge (di quelle piogge torrenziali, spaventose, che smottano montagne di sicuro deformano le strade in terra battuta) può far allungare il tragitto fino a farlo durare 6-7 ore. D’altra parte è possibile anche rimanere impantanati con la jeep e dover aspettare una notte intera prima che arrivi soccorso. Senza rete telefonica è diffcile chiamare qualcuno per avere aiuto!

Oppure può succedere che uno dei ponti lungo la strada (di solito una serie di tronchi legati tra loro) sia crollato e che si sia costretti a deviazioni di molti chilometri.

Prima o pi però si arriva a destinazione: con la schiena indolenzita dai salti sulla strada “bucata”, con gli occhi stanchi ed il viso impolverato, assetati ed affamati. Si scende, infine, dalla macchina, per sentire sulla pelle un’aria fresca e secca di montagna (siamo oltre i 1.800 m.s.l.d.m.), nelle narici un odore di “verde” e nelle orecchie nulla se non il frusciare delle foglie al vento ed il vociare di persone sedute a chiacchierare sulla soglia di semplici casette fatte di fango e sterpi.

Anche se non rimane quasi nulla della vecchia missione (la chiesa, la casa dei preti, la scuola, la casa degli insegnanti – tutto è stato distrutto durante la guerra civile), si intuisce che questo doveva essere un posto idilliaco molti anni fa, ed è impossibile fare a meno di desiderare che torni al più presto tale ed anzi migliore di prima

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