In Africa ci si rende conto di come i nostri concetti di fratello (o sorella), di cugino, in generale di famiglia, siano limitati e limitanti.
Io, per esempio, pur venendo da una famiglia del Sud d’Italia, conosco appena i figli dei cugini di mio padre, vedo poco i miei zii e non so neppure chi siano i nipoti dei fratelli di mio nonno.
Qui a Ganda, invece, è “mano” sia un fratello, sia un fratellastro, sia un cugino di primo grado. Il concetto, elasticamente, si estende fino a comprendere tutti i componenti di una stessa fascia di età, indipendentemente da legami di sangue. Dopo un iniziale e timido “amiga” spesso anch’io divento “mana” nonostante l’evidente differenza di colore!
Il “titolo” crea poi un vero e proprio legame, una parentela ideale che non può essere ignorata. Se quindi un anziano è rispettosamente chiamato “pai” (padre) o avô (nonno), la sua autorità indiscussa e la sua opinione tenuta in ogni caso in considerazione.
E così ogni persona investita di potere è automaticamente un “mais velho”, un anziano che va ascoltato ed obbedito.
Immaginate invece cosa succederebbe se iniziassimo a riferirci ai nostri parlamentari e ministri come “vecchietti”!
Io, per esempio, pur venendo da una famiglia del Sud d’Italia, conosco appena i figli dei cugini di mio padre, vedo poco i miei zii e non so neppure chi siano i nipoti dei fratelli di mio nonno.
Qui a Ganda, invece, è “mano” sia un fratello, sia un fratellastro, sia un cugino di primo grado. Il concetto, elasticamente, si estende fino a comprendere tutti i componenti di una stessa fascia di età, indipendentemente da legami di sangue. Dopo un iniziale e timido “amiga” spesso anch’io divento “mana” nonostante l’evidente differenza di colore!
Il “titolo” crea poi un vero e proprio legame, una parentela ideale che non può essere ignorata. Se quindi un anziano è rispettosamente chiamato “pai” (padre) o avô (nonno), la sua autorità indiscussa e la sua opinione tenuta in ogni caso in considerazione.
E così ogni persona investita di potere è automaticamente un “mais velho”, un anziano che va ascoltato ed obbedito.
Immaginate invece cosa succederebbe se iniziassimo a riferirci ai nostri parlamentari e ministri come “vecchietti”!
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